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UGANDA
Le ragioni del progetto

Il progetto sostenuto dalle Fondazioni inizia in un momento storico cruciale per il paese.
A partire dagli anni ’80, la guerriglia capeggiata dal movimento ribelle Lord’s Resistance Army (LRA) ha creato una grave situazione d’instabilità nei distretti settentrionali. Dal 1987, i ribelli guidati dal leader Joseph Kony hanno cercato di prendere il potere attraverso azioni militari contro il governo e l’esercito nazionale e compiuto attacchi contro la popolazione civile. Si stima che, ad oggi, l’LRA abbia ucciso oltre 100.000 persone.

L’utilizzo da parte dell’LRA dei bambini soldato, inoltre, ha suscitato clamore a livello internazionale: sono stati almeno 40.000 i bambini e le bambine rapiti e costretti a entrare nei ranghi dei ribelli.

Il protrarsi del conflitto ha avuto conseguenze disastrose sull’economia del Nord Uganda, in particolare sui distretti maggiormente colpiti: Gulu, Kitgum, Pader, Amuru e Lira.

Nel 2006, si sono aperte le strade della mediazione e degli accordi di pace, percorso ad oggi non concluso ma in grado comunque di offrire maggiore stabilità e una possibilità concreta agli sfollati di lasciare i campi e ritornare a casa.


In questo delicato passaggio, nel sostenere sul lungo periodo un rientro che garantisca soddisfacenti condizioni di vita e servizi essenziali ristabiliti, nasce il percorso di co-progettazione che ha condotto le Fondazioni e le ONG partners a intervenire attivamente, con risposte integrate ai bisogni della popolazione, azioni mirate alla rinascita e rivitalizzazione di attività agricole e commerciali e iniziative a favore della pace e della riconciliazione.