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Progetto Nord Uganda

Progetto Nord Uganda

Oggi, l’educazione allo sviluppo va interpretata come uno scambio bidirezionale di contenuti e vissuti tra il Nord e il Sud del mondo, in un’ottica di contaminazione culturale di cui siano beneficiarie le comunità coinvolte (scuole, opinion leader, società civile) sia in Italia sia in Nord Uganda. Partendo da questo presupposto, un’equipe pedagogica di progetto, costituita dalla coordinatrice CESVI, dalle responsabili dei progetti educativi di AMREF e COOPI e da un pedagogista esterno, sta definendo in dettaglio i contenuti, la metodologia e i materiali per ciascuna attività proposta sulla base dei destinatari (insegnanti, bambini, giornalisti, opinione pubblica in generale).

Il complesso tema del ritorno a casa viene affrontato da punti di vista diversi, su una base comune di input e testimonianze raccolte sul campo, nella fase iniziale dell’intervento, che sia propedeutica alla realizzazione di attività in Italia. 

Alcuni professionisti nell’ambito della comunicazione e dell’educazione appartenenti all’Associazione
Fotografi senza Frontiere  hanno già realizzato un laboratorio multimediale rivolto a un gruppo identificato di 22 giovani in Nord Uganda, nel distretto di Pader - Kalongo, che hanno avuto la possibilità di acquisire la tecnica di base per auto-rappresentare il proprio vissuto sul tema del ritorno a casa attraverso diversi strumenti espressivi, con particolare attenzione al mezzo fotografico.

Progetto Nord Uganda

Oggi, l’educazione allo sviluppo va interpretata come uno scambio bidirezionale di contenuti e vissuti tra il Nord e il Sud del mondo, in un’ottica di contaminazione culturale di cui siano beneficiarie le comunità coinvolte (scuole, opinion leader, società civile) sia in Italia sia in Nord Uganda. Partendo da questo presupposto, un’equipe pedagogica di progetto, costituita dalla coordinatrice CESVI, dalle responsabili dei progetti educativi di AMREF e COOPI e da un pedagogista esterno, sta definendo in dettaglio i contenuti, la metodologia ed i materiali per ciascuna attività proposta sulla base dei destinatari (insegnanti, bambini, giornalisti, opinione pubblica in generale).

Il complesso tema del ritorno a casa viene affrontato da punti di vista diversi, su una base comune di input e testimonianze raccolte sul campo, nella fase iniziale dell’intervento, che sia propedeutica alla realizzazione di attività in Italia. 

Alcuni professionisti nell’ambito della comunicazione e dell’educazione appartenenti all’Associazione
Fotografi senza Frontiere  hanno già realizzato un laboratorio multimediale rivolto a un gruppo identificato di 22 giovani in Nord Uganda, nel distretto di Pader - Kalongo, che hanno avuto la possibilità di acquisire la tecnica di base per auto-rappresentare il proprio vissuto sul tema del ritorno a casa attraverso diversi strumenti espressivi, con particolare attenzione al mezzo fotografico.

Il gruppo che ha partecipato ai laboratori é composto da ragazzi e ragazze delle scuole secondarie, che hanno intervistato e fotografato opinion leaders, membri anziani delle comunità e testimoni locali del contesto passato e attuale del Nord Uganda.

La scelta di mettere a confronto differenti punti di vista nasce dalla volontà di affrontare il tema del ritorno a casa da una prospettiva intergenerazionale: le aspettative dei più giovani, nati in un contesto di guerra lontano dalla famiglia, e la memoria dei più anziani, allontanati dalla propria casa d’origine a causa della guerra. Gli elaborati realizzati durante i laboratori costituiscono il punto di partenza per lo sviluppo di iniziative di informazione, sensibilizzazione ed educazione in Italia già dalla prima annualità di progetto. Una ristretta delegazione di persone protagoniste dei laboratori sul campo sarà invitata a testimoniare in Italia, a partire dall seconda annualità di progetto, il proprio vissuto durante una serie di incontri, dentro e fuori il mondo della scuola.

L’esperienza delle ONG partner dell’intervento dimostra che momenti di condivisione diretti contribuiscono ad accrescere l’efficacia dell’intero percorso educativo e assicurano un maggiore impatto dal punto di vista mediatico.

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